lunedì 14 luglio 2008

Scelta la nuova presidente dell'Opera di Maria

Maria Voce è la nuova presidente

Il nuovo co-presidente è Giancarlo Faletti



Maria Voce, tra le più strette collaboratrici di Chiara Lubich, è la nuova presidente del Movimento dei Focolari. E’ stata eletta a Castelgandolfo questa mattina (lunedì 07/07/2008) dall’Assemblea generale del Movimento pressoché all’unanimità. Il nuovo co-presidente è Giancarlo Faletti, finora corresponsabile del Movimento a Roma.

Dopo la dipartita di Chiara Lubich il 14 marzo scorso, con l’elezione di Maria Voce e di Giancarlo Faletti, il Movimento vive una nuova tappa della sua storia, perché si attua la transizione da Chiara e dalle prime e primi focolarini che hanno iniziato il Movimento e che sinora sono stati alla dirigenza del Movimento. Nelle sue prime parole la nuova presidente li ha innanzitutto ringraziati per la fiducia con la quale hanno accompagnato questa transizione. Si è detta “sicurissima di avere in loro i primi collaboratori”.

La funzione della nuova presidente sarà ovviamente diversa da quella esercitata da Chiara per oltre 60 anni. Ne aveva lei stessa parlato più volte dicendo che “non sarà una sola persona a sostituirla”, ma ‘un corpo’ di persone: il Consiglio generale, insieme alla presidente in comunione con il copresidente, per garantire sempre il carisma dell’unità.

Maria Voce è nata ad Ajello Calabro il 16 luglio 1937. Ha conosciuto il Movimento nel 1959 e da 44 anni vive nella comunità del Focolare. Avvocato, ha anche compiuto studi di teologia e di diritto canonico. In questi ultimi anni è stata impegnata nel recente aggiornamento degli Statuti generali del movimento. E’ tra i responsabili di “Comunione e Diritto”, rete di professionisti e studiosi impegnati nel campo della giustizia, nata recentemente nell’ambito dei Focolari. E’ anche membro della Scuola Abbà, Centro studi interdisciplinare. Ha anche un’esperienza diretta nei campi ecumenico e interreligioso. Avendo vissuto in Turchia per dieci anni, dal 1978 al 1988, ha avuto stretti rapporti con il Patriarcato ortodosso di Costantinopoli, anche con l’attuale Patriarca Bartolomeo I, con leader di altre Chiese Cristiane, e con il mondo musulmano.

Giancarlo Faletti è nato ad Asti (Piemonte) il 14 settembre 1940, in una famiglia di origine contadina, il padre operaio e la madre è casalinga, ricca di sensibilità sociale. Pur in un ambiente non vicino alla Chiesa, è presto maturata in lui la decisione di un impegno forte sia nel mondo giovanile che nel volontariato cristiano, vicino a chi più soffre e vive in condizioni di povertà. A 19 anni è affascinato dall’ideale di fraternità e unità dei Focolari e a 25 matura la decisione di donarsi a Dio nel focolare. Dopo aver compiuto studi di economia, ha ricoperto incarichi di dirigenza in un istituto bancario. Oltre che a Roma, è stato responsabile del Movimento a Genova e nel Lazio. E’ stato ordinato sacerdote all’inizio della sua responsabilità romana.

Le prime votazioni dell’Assemblea generale – composta da 496 delegati con diritto di voto dei 5 continenti - avvenute sabato scorso avevano mostrato la necessità di una pausa di riflessione e di un approfondimento della comunione. Questa mattina, alla prima sessione di voto, la nuova presidente è stata eletta praticamente all’unanimità e il co-presidente alla prima votazione con più dei due terzi dei voti, come prevedono gli Statuti. I risultati sono stati immediatamente comunicati al card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici che nella conferma ufficiale degli eletti, augura a Maria Voce e a Giancarlo Faletti "di svolgere in modo proficuo i loro compiti in piena fedeltà al carisma ricevuto da Chiara Lubich, fondatrice e prima presidente dell'Opera, nel perseguimento dell'ideale dell'unità, ardente desiderio espresso da Gesù, e obiettivo prioritario del Movimento". Nei prossimi giorni si procederà all’elezione dei consiglieri.

venerdì 4 luglio 2008

Veglia di preghiera, festa e diretta S.Messa della GMG


Dal 15 al 20 luglio 2008 a Sydney, Australia, si svolgerà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù assieme al Santo Padre.

Più di 170 giovani delle nostre diocesi di Padova e Vicenza parteciperanno a questo pellegrinaggio di fede e di fraternità.

Tanti altri, però, avrebbero voluto essere presenti, ma per motivi economici o di studio o lavoro non possono andarci.

Ecco allora una proposta, da parte della Pastorale Giovanile della diocesi di Padova e della diocesi di Vicenza, per tutti i giovani che vogliono sentirsi uniti a questo grande avvenimento anche se lontani più di 20 ore d’aereo.

SABATO 19 LUGLIO

presso LA BASILICA DI SANT’ANTONIO A PADOVA

VEGLIA DI PREGHIERA e FESTA

in comunione con i giovani pellegrini a Sydney

Ritrovo ore 21.30 presso il sagrato della Basilica per l’ingresso

Veglia in Basilica dalle ore 22.00

Pausa di amicizia e condivisione

Dalle 01.30, dentro la Basilica, sarà possibile seguire in diretta la S. Messa presieduta dal Santo Padre a Sydney a conclusione della GMG


mercoledì 2 luglio 2008

Parola di Vita di Luglio

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la legge e i profeti" (Mt 7,12)

Hai mai provato una sete d’infinito?
Hai mai sentito nel tuo cuore il desiderio struggente d’abbracciare l’immenso?
O forse: hai mai avvertito nel tuo intimo l’insoddisfazione per quello che fai, per quello che sei?
Se così è, sarai felice di trovare una formula che ti dia la pienezza che agogni: qualcosa che non lasci rimpianti di giorni che se ne vanno semivuoti...
C’è una parola nel Vangelo che fa pensare e che, compresa appena un po’, fa trasalire di gioia. In essa è condensato quanto dobbiamo fare nella vita. Riassume ogni legge impressa da Dio in fondo al cuore di ogni uomo.
Sentila:

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la legge e i profeti"


Tale frase è chiamata "regola d’oro".
L’ha portata Cristo, ma era già conosciuta universalmente. L’Antico Testamento la possedeva. Era nota a Seneca e nell’Oriente la ripeteva il cinese Confucio. E poi altri ancora. E questo dice quanto stia a cuore a Dio: come egli voglia che tutti gli uomini la facciano norma della loro vita.
È bella a leggersi e suona come uno slogan.
Sentila ancora:

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"

Ogni prossimo, che incontriamo nella giornata, amiamolo così.
Immaginiamo di essere nella sua situazione e trattiamolo come vorremmo esser trattati noi al posto suo.
La voce di Dio che abita dentro di noi ci suggerirà l’espressione d’amore adatta a ogni circostanza.
Lui ha fame? Ho fame io - pensiamo. E diamogli da mangiare.
Subisce ingiustizia? Sono io che la subisco!
È nel buio e nel dubbio? Lo sono io. E diciamogli parole di conforto e condividiamo le sue pene e non diamoci pace finché non sarà illuminato e sollevato. Noi vorremmo esser trattati così.


È un handicappato? Voglio amarlo fino a sentire quasi nel mio corpo e nel mio cuore la sua menomazione e l’amore mi suggerirà l’espediente esatto per farlo sentire uguale agli altri, anzi con una grazia in più, perché noi cristiani sappiamo quanto il dolore valga.
E così con tutti senza discriminazione alcuna fra simpatico e antipatico, fra giovane e anziano, fra amico e nemico, fra compatriota e straniero, fra bello e brutto... Il Vangelo intende tutti.

Mi pare di udire un brusio generale...
Capisco... forse queste mie parole sembrano semplici, ma quale mutamento richiedono! Quanto sono lontane dal nostro usuale modo di pensare e d’agire!
Ma coraggio! Proviamo.
Una giornata così spesa vale una vita. E alla sera non riconosceremo più noi stessi. Una gioia mai provata ci inonderà. Una forza ci investirà. Dio sarà con noi, perché è con coloro che amano.
Le giornate si susseguiranno piene.
A volte forse rallenteremo, saremo tentati di scoraggiarci, di smettere. E vorremmo tornare alla vita di prima...
Ma no! Coraggio! Dio ci dà la grazia.
Ricominciamo sempre.
Perseverando, vedremo lentamente cambiare il mondo attorno a noi.
Capiremo che il Vangelo porta la vita più affascinante, accende la luce nel mondo, dà sapore alla nostra esistenza, ha in sé il principio della risoluzione di tutti i problemi.
E non avremo pace finché non comunicheremo la nostra straordinaria esperienza ad altri: agli amici che ci possono comprendere, ai parenti, a chiunque ci sentiamo spinti a darla.
Rinascerà la speranza.

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"

Chiara Lubich