martedì 4 marzo 2008

Parola di Vita

Marzo 2008


"Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere la sua opera".

Ecco una meravigliosa parola di Gesù che ogni cristiano può, in certo modo, ripetere per se stesso e che, se praticata, è in grado di condurlo assai lontano nel Santo Viaggio della vita.


Gesù, seduto presso il pozzo di Giacobbe, in Samaria, sta concludendo il suo colloquio con la Samaritana. I discepoli, tornati dalla vicina città, dove sono andati a fare provviste, si meravigliano che il Maestro stia parlando con una donna, ma nessuno gli chiede perché lo faccia e, partita la Samaritana, lo sollecitano a mangiare. Gesù intuisce i loro pensieri e spiega loro ciò che lo muove, rispondendo: "Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete". I discepoli non capiscono: pensano al cibo materiale e si domandano l’un l’altro se qualcuno, durante la loro assenza, ne abbia portato al Maestro. Gesù allora dice apertamente:

"Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere la sua opera".

Di cibo si ha bisogno ogni giorno per mantenersi in vita. Gesù non lo nega. E qui parla proprio di cibo, quindi della sua naturale necessità, ma lo fa per affermare l’esistenza e l’esigenza di un altro cibo, di un cibo più importante, di cui Egli non può fare a meno.
Gesù è disceso dal Cielo per fare la volontà di Colui che lo ha mandato e compiere la sua opera. Non ha pensieri e progetti suoi ma quelli del Padre suo, le parole che dice e le opere che compie sono quelle del Padre; non fa la propria volontà ma quella di Colui che lo ha mandato. Questa è la vita di Gesù. Attuare ciò sazia la sua fame. Così facendo, si nutre.
La piena adesione alla volontà del Padre caratterizza tutta la sua vita, fino alla morte di croce, dove porterà veramente a termine l’opera che il Padre gli ha affidato.

"Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere la sua opera".

Gesù considera suo cibo fare la volontà del Padre, perché, attuandola, "assimilandola", "mangiandola", identificandosi con essa, da essa riceve la Vita.
E qual è la volontà del Padre, l’opera sua, che Gesù deve portare a compimento? E’ dare all’uomo la salvezza, dargli la Vita che non muore.
E un germe di questa Vita, Gesù, poco prima, col suo colloquio e col suo amore l’ha comunicato alla Samaritana. Presto, infatti, i discepoli vedranno questa Vita germogliare ed estendersi perché la Samaritana comunicherà la ricchezza scoperta e ricevuta ad altri samaritani: "Venite a vedere un uomo... che sia il Messia?"
E Gesù, parlando alla Samaritana, svela il piano di Dio che è Padre: che tutti gli uomini ricevano il dono della sua vita. E’ questa l’opera che a Gesù urge di compiere, per affidarla poi ai suoi discepoli, alla Chiesa.

"Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e compiere la sua opera".

Possiamo vivere anche noi questa Parola così tipica di Gesù, sì da riflettere in modo tutto particolare il suo essere, la sua missione, il suo zelo?
Certamente! Occorrerà vivere anche noi il nostro essere figli del Padre per la Vita che Cristo ci ha comunicato, e nutrire così la nostra vita della sua volontà.
Lo possiamo fare adempiendo momento per momento ciò che Lui vuole da noi, compiendolo in modo perfetto, come non avessimo altro da fare. Dio, infatti, non vuole di più.
Cibiamoci allora di ciò che Dio vuole da noi attimo dopo attimo e sperimenteremo che fare in questo modo ci sazia: ci dà pace, gioia, felicità, ci dà un anticipo - non è esagerato dirlo - di beatitudine.
Concorreremo con Gesù così anche noi, giorno per giorno, a compiere l’opera del Padre.
Sarà il modo migliore per vivere la Pasqua.

Chiara Lubich

Ancora Mariapoli...





Mariapoli '08...the week after.

Ciao gente!

Ecco come è andata la mariapoli.

Vivere Cristo 24 ore al giorno, in famiglia e fuori, non è cosa da poco, eppure è questo l’obiettivo che ci siamo posti, anzi che ci poniamo giorno per giorno.

E' il mettere Gesù "in mezzo" a noi che fa scaturire miracoli: se due o più sono riuniti con Gesù al centro, tutto diventa possibile,
e questo è ciò che abbiamo vissuto e sperimentato durante lo scorso fine settimana.

Giovani e adulti, ragazzi e famiglie tutti insieme, da giovedì 28/02 a domenica 02/03, abbiamo voluto vivere a Lignano Sabbiadoro la "Mariapoli".


Il termine significa "città di Maria" ed è proprio la città di Maria quella che con il nostro impegno si può realizzare anche sulla Terra.

Il tema centrale dell'anno è la Parola di Dio e questo è stato anche ciò che abbiamo approfondito e sperimentato durante la Mariapoli.


Nei tre giorni vissuti insieme si è sperimentato che l'amore è una rivoluzione, che con l'amore tanti uomini hanno cambiato la storia, che l'unità può abbattere i muri delle differenze, e soprattutto che queste non devono rimanere teorie astratte, ma trasformarsi in realtà da mettere in pratica vivendo la fraternità in ogni ambito della società in cui ci troviamo ad operare, dalla scuola alla casa, dal lavoro all'università.


Dobbiamo iniziare questa “rivoluzione” facendo del Vangelo non solo nutrimento spirituale, ma anche fonte da cui attingere stimoli per la vita di tutti i giorni.

Il Vangelo è quindi la base da cui ogni cristiano deve partire,
mentre Gesù e i Santi sono i nostri modelli.

I “fatti di vita”che ci siamo raccontati in Mariapoli hanno confermato ciò:

ecco quindi:

Paola che cerca di testimoniare il Vangelo all’Università, con gli amici del gruppo sportivo e nel lavoro,

le famiglie Benetti e Pieropan che, nella vorticosa spirale di impegni e scadenze che riempiono la vita quotidiana di tante altre famiglie, cercano di vivere ogni momento come se fosse quello più importante, pensando agli altri e non al proprio egoismo,

G**** che, dopo anni bruciati dall’alcool e passati a chiedersi il perché dei suoi mali, si è accorto che si stava poco a poco perdendo proprio ciò che aveva di più caro: la famiglia,

Elisa che cerca di educare i bambini, di cui è insegnante di religione, al rispetto del prossimo e agli ideali della regola d’oro (“non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”),


Valerio che si impegna portare nel panorama politico della propria cittadina (è impegnato attivamente in politica) l’ideale dell’Unità attraverso il rispetto del prossimo e dei valori della parte “avversa”.

Tra i momenti significativi, oltre a quelli di riflessione, quelli di condivisione nei gruppetti più ristretti, alle esperienze e alle messe (occasioni preziose di incontro con Dio)

non si possono dimenticare il grande gioco di sabato pomeriggio
(che ha coinvolto tutti –giovani, bambini, adulti, anziani e ragazzi- in un percorso a tappe costellato di piccole prove volte a saggiare il grado di Unità raggiunto dalle squadre e non solo il loro risultato)

[Ecco alcuni momenti da ricordare:]

[la chiamata a raccolta]

[i giudici all'opera]

[alcuni intrepidi partecipanti]

[e alcune fasi del gioco]

ed il mitico “Mariapolitan”, elettrizzante festa del sabato sera
(a cui hanno contribuito grandi e piccoli).

[ecco alcuni momenti]

Al momento dei saluti sono tanti gli occhi lucidi, tristi per la fine di 3 giorni splendidi…ma non bisogna esser troppo giù perché la gioia della Mariapoli accompagna la vita quotidiana, fino a quando sarà tempo di ricaricarsi nuovamente con la nuova, prossima Mariapoli!

Prossimi appuntamenti: