domenica 2 dicembre 2007
Parola di Vita di dicembre
Queste parole concludono un'ampia sezione della Lettera ai Romani, nella quale san Paolo ci presenta la vita cristiana come una vita di amore verso i nostri fratelli e sorelle. E' questo infatti il nuovo culto spirituale che il cristiano è chiamato ad offrire a Dio sotto la guida dello Spirito Santo , che per primo lo suscita nei cuori.
Riassumendo il contenuto di questa sezione, l'apostolo afferma che l'amore del prossimo ci fa attuare la volontà di Dio, contenuta nella Legge (cioè nei comandamenti), pienamente, perfettamente. L'amore verso i nostri fratelli e sorelle è il modo più bello, più autentico di dimostrare il nostro amore verso Dio.
"Pieno compimento della legge è l'amore"
Ma in che cosa consiste concretamente questa pienezza e perfezione? Lo si ricava dai versetti precedenti, nei quali l'apostolo ci descrive le varie espressioni e gli effetti di questo amore.
Innanzitutto il vero amore del prossimo non opera alcun male . Ci fa quindi vivere tutti i comandamenti di Dio, nessuno escluso, giacché il loro primo obiettivo è quello di farci evitare tutte le forme di male, verso noi stessi e verso i nostri fratelli e sorelle, in cui potremmo cadere.
Oltre a non fare alcun male, poi, questo amore ci spinge a compiere tutto il bene, di cui il prossimo ha bisogno .
Questa Parola ci spinge ad un amore solidale e sensibile alle necessità, aspettative, diritti legittimi dei nostri fratelli e sorelle; ad un amore rispettoso della dignità umana e cristiana; ad un amore puro, comprensivo, capace di condivisione, aperto a tutti, come ci ha insegnato Gesù.
Questo amore non è possibile senza essere disposti ad uscire dal nostro individualismo e dalla nostra autosufficienza. Perciò questa Parola ci aiuta a superare tutte quelle tendenze egoistiche (superbia, avarizia, lussuria, ambizione, vanità, ecc.), che portiamo dentro di noi e che ne costituiscono il principale ostacolo .
"Pieno compimento della legge è l'amore"
Come vivremo allora la Parola di vita in questo mese di Natale? Tenendo presenti le varie esigenze dell'amore del prossimo alle quali essa ci richiama.
In primo luogo eviteremo di fare il male al prossimo in tutte le sue forme. Porremo una costante attenzione ai comandamenti di Dio relativi alla nostra vocazione, alla nostra attività professionale, all'ambiente in cui viviamo. La prima condizione per attuare l'amore cristiano è quella di non andare mai contro i comandamenti di Dio.
Inoltre faremo attenzione a quello che costituisce l'anima, il movente, l'obiettivo di tutti i comandamenti. Ognuno di essi, come si è visto, vuole portarci ad un amore sempre più vigile, sempre più delicato e rispettoso, sempre più concreto verso i nostri fratelli.
Nello stesso tempo svilupperemo in noi lo spirito di distacco da noi stessi, il superamento dei nostri egoismi, che è conseguente all'attuare l'amore cristiano.
Così compiremo la volontà di Dio "pienamente"; Gli dimostreremo il nostro amore nel modo a Lui più gradito .
"Pieno compimento della legge è l'amore"
È stata un’esperienza di un avvocato che lavora presso il Ministero del Lavoro. "Un giorno - racconta - presento al proprietario di un’impresa la denuncia che gli operai non sono stati pagati secondo le normative vigenti. Dopo quattordici giorni d’incessante ricerca, trovo i documenti che testimoniano le irregolarità. Chiedo a Gesù la forza di essere fedele alle sue parole che mi vogliono nella verità e insieme strumento del suo amore.
Il proprietario, davanti alle prove, si difende dicendo che certe leggi gli sembrano ingiuste. Gli faccio notare che i nostri sbagli non possono essere giustificati dalle incoerenze degli altri. Dalla conversazione che ne segue capisco che ha le mie stesse esigenze di giustizia e uguaglianza, ma si era lasciato coinvolgere dall’ambiente.
Alla fine mi dice: 'Lei avrebbe potuto umiliarmi e schiacciarmi, ma non l’ha fatto. Per questo ho il dovere morale di ricominciare'. Lo attende però un impegno immediato e non c’è il tempo per stendere l’atto d’infrazione. Allora prende un foglio e lo firma in bianco e mi dà la prova che è subito disposto a cambiare".
Chiara Lubich
domenica 25 novembre 2007
Una piantina per Run4Unity
Sabato 10 maggio 2008
dalle ore 16.00 alle ore 17.00 in tutti i fusi orari
i Ragazzi per l’unità del Movimento dei Focolari
organizzano la 2° edizione della staffetta sportiva mondiale RUN4UNITY
lo sport per costruire insieme la pace
Dopo la prima edizione che ha visto la partecipazione
di oltre 100.000 ragazzi in 340 città di 89 nazioni
ragazzi di etnie, culture e religioni diverse tornano a correre uniti
attraversando i luoghi significativi del pianeta
per stendere simbolicamente sul mondo un arcobaleno di fraternità
A Roma 2000 ragazzi, con rappresentanze provenienti dai 5 continenti,
condurranno la trasmissione via Internet e via satellite
con collegamenti ed aggiornamenti in tempo reale della staffetta dai diversi Paesi del mondo
All’interno della manifestazione i ragazzi saranno protagonisti di
una Expo mondiale della fraternità con le centinaia di concretizzazioni
del progetto “ColoriAMO la città” da loro promosso a livello locale e mondiale
I ragazzi delle Isole Fiji nel Pacifico daranno il via alla manifestazione alle 16, ora locale. Alle 17, attraverso un collegamento via internet, passeranno il testimone al successivo fuso orario. Nell’arco di 24 ore la staffetta raggiungerà località di ogni latitudine dove interverranno personaggi del mondo dello sport, della cultura, autorità civili e religiose.
Le manifestazioni sportive attraverseranno luoghi simbolo di pace, passeranno vicino a confini di Paesi in guerra, scenderanno nei quartieri dove si vivono forti tensioni, correranno sulla linea dell’equatore come nelle grandi capitali: ovunque l’obiettivo è testimoniare l’impegno per costruire l’unità e la pace.
Run4unity 2008 sarà anche una Expo mondiale della fraternità attraverso le centinaia di concretizzazioni del progetto “ColoriAMO la città”. Questa iniziativa, lanciata dai Ragazzi per l’Unità nel 2005, mira a colorare con l’amore gli “angoli grigi” delle città: ospizi, orfanotrofi, quartieri abitati da immigrati da aiutare nell’integrazione, parchi pubblici da ripulire, accampamenti di baraccati o persone che vivono nell’emarginazione. Gruppi di ragazzi, in accordo con le istituzioni del territorio e collegati tra loro a livello mondiale attraverso un sito web (www.teens4unity.net), sono protagonisti di una cittadinanza attiva e promotori di un futuro di pace e unità tra i popoli.
La trasmissione via Internet e via satellite da Roma di Run4unity 2008 permetterà di seguire le fasi della staffetta in ogni località toccata dalla manifestazione dove i ragazzi, con espressioni artistiche, giochi ed esperienze di vita, testimonieranno che l’incontro di culture e religioni diverse non solo è possibile, ma è già realtà in molti punti della terra.
Run4unity 2008 si concluderà con una coreografia avente come simbolo la luce, espressione dell’amore che rischiara le piccole e grandi notti delle persone e del mondo.
I Ragazzi per l’unità sono gli adolescenti del Movimento dei Focolari. Appartenenti a popoli, culture e religioni diverse sono attualmente 150.000 presenti in 182 Paesi. Il loro obiettivo è vivere per costruire un mondo unito diffondendo la cultura della comunione tra i popoli, della pace e della fraternità. Per coinvolgere quanti più ragazzi possibile in tale progetto si impegnano a portare ovunque l’unità superando divisioni esistenti in famiglia, fra generazioni, nelle scuole ed in tutti gli ambienti nei quali vivono. Intraprendono anche varie attività a livello locale e mondiale come raccolte di fondi, tornei sportivi, concerti, azioni ecologiche, forum, marce per la pace.
giovedì 1 novembre 2007
Parola di Vita di Novembre
"Qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione…?" (Deut 4, 8)
Ora che sta per entrare nella terra promessa, Mosè rievoca l’esperienza vissuta. In modo particolare ricorda il dono più grande che insieme hanno ricevuto, la legge di Dio, riassunta nei Dieci Comandamenti, e invita tutti a metterla in pratica.
Mentre espone gli insegnamenti di Dio, Mosè rimane incantato da come Egli si è fatto vicino al suo popolo, si è preso cura di lui, gli ha insegnato norme di vita tanto sapienti, ed esclama:
"Qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione…?"
Dio ha inscritto la sua legge nel cuore di ogni persona ed ha parlato a tutti i popoli in modi diversi e in tempi diversi. Tutti gli uomini possono gioire dell’amore che Lui ha mostrato verso ognuno di loro. Ma non sempre è facile cogliere il disegno di Dio sull’umanità. Per questo Dio ha scelto un piccolo popolo, quello di Israele, per svelare più chiaramente il suo piano. Infine ha mandato il Figlio suo, Gesù, che ha rivelato in pienezza il volto di Dio manifestandolo Amore e condensando la sua legge nell’unico comando dell’amore verso Dio e verso il prossimo.
La grandezza di un popolo e di ogni uomo si esprime nell’aderire alla legge di Dio con il proprio personale "sì".
Adesione che non è una sovrastruttura artificiale, né tanto meno un’alienazione; non è rassegnarsi ad una sorte più o meno buona, e neppure subire una fatalità, quasi si pensasse: così è stabilito, così deve essere, è inevitabile.
No, è quanto di meglio si possa pensare per l’uomo. È cooperare a far emergere il grande disegno che Dio ha su di lui e sull’umanità intera: fare di essa una sola famiglia, unita dall’amore, e portarla a vivere la sua stessa vita divina.
Anche noi possiamo allora esclamare, come Mosè:
"Qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione…?"
Come vivere, durante il mese, questa Parola di vita?
Andando al cuore della legge divina che Gesù ha sintetizzato nell’unico precetto dell’amore.
E se passiamo in rassegna i Dieci Comandamenti donatici da Dio nell’Antico Testamento, possiamo costatare che amando veramente Dio e il prossimo, li osserviamo tutti e alla perfezione.
Non è forse vero che chi ama Dio non può ammettere altri dèi nel suo cuore?
Che chi ama Dio dice il Suo nome con sacralità e non invano?
Che chi ama è felice di poter dedicare almeno un giorno alla settimana a Colui che più ama?
Non è forse vero che chi ama ogni prossimo non può non amare i propri genitori? Non è evidente che chi ama gli altri non si mette nelle condizioni di derubarli, né di ucciderli, né di approfittarsi di loro per i propri piaceri egoistici, né di testimoniare il falso contro di loro?
Non è forse vero ancora che il suo cuore è già pieno e soddisfatto e non sente certo il desiderio dei beni e delle creature degli altri?
È così: chi ama non commette peccato, osserva tutta la legge di Dio.
Ne ho avuto esperienza varie volte nei miei viaggi a contatto con popoli ed etnie diverse. Ricordo soprattutto la forte impressione che mi ha lasciato il popolo Bangwa a Fontem, in Camerun, quando nel 2000 ha accolto in modo nuovo l’invito ad amare.
Durante la giornata, di tanto in tanto, domandiamoci se le nostre azioni sono informate dall’amore. Se è così la nostra vita non sarà vana, ma un contributo al compimento del disegno di Dio sull’umanità.