- La prima iniziativa è un capodanno con i disabili, tramite l'associazione Le ali della gioia. Chi c'è stato l'anno scorso sa che, oltre ad essere un'occasione per mettersi in donazione e al servizio di questi nostri amici, ci si diverte un sacco!!
Purtroppo non sappiamo ancora darvi il luogo definitivo dove si svolgerà questa festa perchè all'ultimo minuto sono sorti degli intoppi per le sale nelle quali pensavamo di andare... Comunque non temete e restate in contatto per sapere gli sviluppi.
[AGGIORNAMENTO: La festa si svolgerà a Rocaiette, Ponte San Nicolò (Padova est). Non ci sono quote da pagare per partecipare; la festa comprende un cenone offerto dalle famiglie dei disabili.] - La seconda proposta è festeggiare il capodanno con altri giovani di Padova e Vicenza nella sala polivalente della parrocchia di S. Carlo a Padova con musica, giochi e ... la vostra simpatia!!
Quota di partecipazione: 15 euro. La quota, oltre a coprire il costo della sala e del cibo, servirà per sostenere un progetto di solidarietà; in particolare siamo in contatto con un villaggio in Libano del quale vorremmo aiutare la ricostruzione.
venerdì 22 dicembre 2006
Ultimo dell'anno! [AGGIORNATO]
domenica 19 novembre 2006
Cena con i nostri fratelli musulmani del 14/10/06
          In occasione della conclusione del Ramadan, la comunità islamica di Vicenza ha invitato alcune associazioni cristiane per una cena insieme. Per noi Giovani per un Mondo Unito è stata l'occasione per rafforzare il rapporto umano già iniziato con i due incontri multiculturali svoltisi a Montecchio negli anni scorsi.          A questo appuntamento abbiamo preso parte in circa una ventina di Giovani per un Mondo Unito, provenienti non solo dalla provincia di Vicenza, ma anche da Padova e Rovigo, attirati dalla voglia di avere un contatto diretto con i musulmani, di cui tanto si parla nelle cronache di attualità. Dopo la visita al centro islamico, ci si è spostati in una sala messaci a disposizione da un grande hotel, per un momento di festa insieme: una cena
araba. Serviti con grande cordialità, abbiamo gustato pietanze a base di cuscus, verdure, pollo, frittata, il tutto accompagnato da pane arabo e thè marocchino. Per concludere, un ricco buffet di dolci tipici.
Il senso di ospitalità è uno dei capisaldi della cultura islamica, offrire ospitalità viene prima della conoscenza della persona che si ha di fronte. Come siamo stati abituati in maniera differente noi! Si dà credito alle persone solo dopo che queste hanno dimostrato di meritarselo. E così, per via di tanti malintesi culturali, perché non si ha il coraggio di mettersi nei "panni degli altri", ecco che si ergono muri enormi, per paura del diverso, di quello che può portare nel nostro paese, di ciò che "pretende", mentre basterebbe conoscere un po' di più per capire che l'accoglienza è un valore fondamentale nella civiltà islamica, ma anche in quella cristiana. Solo che forse ce ne dimentichiamo ogni tanto. Altre immagini della serata:


sabato 18 novembre 2006
Senza amore non c'è la giustizia vera!
«Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (Mt 5,6)Questo è un estratto. Leggi la » Parola di Vita completa.Nel linguaggio comune la parola "giustizia" richiama il rispetto dei diritti umani, l'esigenza di uguaglianza, l'equa distribuzione delle risorse umane, gli organismi chiamati a fare rispettare le leggi. E' questa la giustizia di cui parla Gesù? [...] Anche, ma essa viene come conseguenza di una giustizia più ampia che implica l'armonia dei rapporti, la concordia, la pace. [...]
Quando Gesù invita a dare anche il mantello a chi chiede la tunica, o a fare due miglia a chi chiede di farne una con lui , indica un "di più", una "giustizia più grande", che supera quella della pratica legale, una giustizia che è espressione dell'amore.
Senza amore, rispetto per la persona, attenzione alle sue esigenze, i rapporti personali possono essere corretti, ma possono anche diventare burocratici, incapaci di dare risposte risolutive alle esigenze umane. Senza l'amore non ci sarà mai giustizia vera, condivisione di beni tra ricchi e poveri, attenzione alla singolarità di ogni uomo e donna e alla concreta situazione in cui essi si trovano. I beni non camminano da soli; sono i cuori che devono muoversi e far muovere i beni.[...]Come vivere questa Parola di vita?
Guardando il prossimo per quello che realmente è: non soltanto un essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale uguaglianza davanti a tutti, ma come la viva immagine di Gesù.
Amarlo, anche se nemico, con lo stesso amore con cui lo ama il Padre, e per lui essere disposti al sacrificio, anche supremo: "Dare la vita per i propri fratelli" .
Vivendo con lui nella reciprocità del dono, nella condivisione di beni spirituali e materiali, così da diventare tutti una sola famiglia.
Allora il nostro anelito ad un mondo fraterno e giusto, così come Dio lo ha pensato, diventerà realtà. Lui stesso verrà a vivere in mezzo a noi e ci sazierà della sua presenza.